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come superare colloquio in 5 mosseL’abito fa il monaco, la stretta di mano deve essere forte e non bisogna mai parlare male dell’esperienza lavorativa avuta in precedenza. Queste sono solo alcune delle regole che vanno seguite alla lettera durante un colloquio di lavoro, lo step precedente alla realizzazione del sogno di poter entrare finalmente a far parte di una realtà lavorativa. E bisogna giocarsi bene questa possibilità. 

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Skuola.net ha intervistato la professoressa Antonella Salvatore, Direttrice del Career Services Office della John Cabot University, per capire cosa fare per far colpo e superare il colloquio di lavoro in 5 mosse. 

1. Far emergere le soft skills 

“Ciascuno di voi è unico, ha delle competenze proprie e sono queste che devono emergere nel corso di un colloquio”. A detta della professoressa Salvatore, sono proprie queste le cose che attirano maggiormente l’attenzione nel responsabile del personale che vi sta facendo il colloquio di lavoro. “Prima di tutto è importante chiarire perché avete presentato la candidatura e quale contributo potete dare all’azienda.

Molti dicono solo cosa l’azienda potrebbe fare per loro, ma spesso non spiegano cosa loro potrebbero fare per l’azienda, quale valore aggiunto potrebbero offrire. Le aziende non ricercano solo competenze tecniche, ma anche 'soft skills', ossia personalità, unicità, capacità di lavorare in team, abilità organizzativa”. 

2. Mai parlar male del datore di lavoro 

O meglio, del datore di lavoro avuto in precedenza. Seconda la direttrice del Career Service, “Una delle cose da non fare è dire cose negative sul proprio datore di lavoro o su una esperienza lavorativa precedente”. Perché? Semplice, “Le aziende cercano problem solvers, non trouble makers”. 

3. Scegliere il look giusto 

“L’abito fa il monaco – dice la professoressa Salvatore - e solitamente deve essere sobrio e formale perchè sono le vostre competenze, non il look, a dover attirare l’attenzione dell’intervistatore. Ovviamente, il look da adottare il giorno del colloquio di lavoro dipende anche molto dal tipo di azienda e dal settore nel quale l’azienda opera. Ad esempio, aziende di abbigliamento giovane e sportivo, preferiscono candidati in stile casual piuttosto che candidati con abiti formali, al contrario di altre organizzazioni ed aziende. Dall’abito deriva la percezione e l’idea che gli altri si fanno di noi”. 

4. Stretta di mano vigorosa 

Impieghiamo 7 secondi a farci un’idea della persona che abbiamo davanti e, a parte scegliere il look giusto, ci sono altre regole che dovete seguire per fare subito una buona impressione al colloquio di lavoro. Infatti, le cose che il vostro responsabile del personale noterà per prime, per la professoressa Salvatore sono: “la stretta di mano, ma anche la postura, l’abbigliamento e le prime parole che direte”. 

5. Gioca d’anticipo 

Prima di andare a un colloquio di lavoro (e in generale prima ancora di scrivere un CV) è bene sapere quali sono le cose che un datore o un responsabile del personale vuole sentirsi dire e per farlo bisogna conoscere molto bene l’azienda alla quale si è fatta la domanda. Come fare? Oltre a reperire informazioni sul web, si può partecipare ai Career Fair. Si tratta di giornate di incontro che hanno lo scopo di mettervi in contatto già ora che siete tra i banchi dell’università con le aziende.

“Quello della John Cabot, per esempio – afferma Antonella Salvatore - è un ottimo momento di incontro con le aziende perché permette a laureandi e laureati di sedersi in colloquio con uno o più rappresentanti aziendali per posizioni di stage e/o di lavoro. Il ponte tra università e lavoro è rappresentato dal centro del career services, che crea e mantiene i rapporti le aziende.

Il career services della John Cabot University gestisce oggi il rapporto con oltre 300 aziende ed organizzazioni, ed aiuta studenti e laureati Cabot nella redazione del CV, nel prepararsi per un colloquio di lavoro e nel presentare la candidatura per posizioni di stage e/o di lavoro”.

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