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naspi 2018 novita sussidio disoccupazioneNaspi, come si effettua il calcolo, quale la durata e quali le ultime novità relative al sussidio di disoccupazione introdotto con il Jobs Act? Anche per questo anno i lavoratori disoccupati potranno beneficiare dell’ammortizzatore sociale introdotto con il Jobs Act e, pur rimanendo sostanzialmente invariate le regole e la disciplina di riferimento, sono previste alcune importanti novità.

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A comunicare le novità che riguardano la Naspi è stata recentemento una circolare Inps n.224 del 15 dicembre 2016 a seguito delle modifiche introdotte con i decreti legislativi n. 150/2015 e 185/2016. 

Nel particolare gli ultimi messaggi dell’Inps che hanno per oggetto la Naspi hanno specificato che in caso di mancato rispetto di regole e procedure previste saranno applicate sanzioni nei confronti dei beneficiari.

La Naspi, si specifica, è il nuovo sussidio di disoccupazione che viene erogato nei confronti del lavoratore ma che è subordinato alla ricerca attiva di lavoro. I percettori di Naspi che non si impegneranno nel trovare un nuovo lavoro e non parteciperanno ai servizi messi a disposizione dai Centri per l’Impiego potranno essere sanzionati, sulla base di quanto previsto dal decreto legislativo 150/2015 fino alla revoca del beneficio.

Infatti coloro che presenteranno domanda di Naspi e che saranno ammessi al beneficio dovranno recarsi presso i Cpi e stipulare un Patto di Servizio volto alla ricerca di nuova occupazione e che impegna il disoccupato a partecipare alle iniziative di politica attiva del lavoro. 

Prima di procedere con il calcolo e la durata della Naspi, ovvero il sussidio di disoccupazione introdotto dal Jobs Act che ha ufficialmente preso il posto della mobilità, ricordiamo che si tratta dell’indennità erogata in favore dei lavoratori privi di impiego e nel rispetto di determinati requisiti. La Naspi sarà erogata esclusivamente in favore dei lavoratori che hanno perso involontariamente il lavoro ma nel rispetto di determinati requisiti relativi a contribuzione obbligatoria e durata del rapporto di lavoro.

Calcolo e durata

La Naspi, sulla base di quanto previsto dalla normativa di riferimento e da ultimo con il decreto 150/2015 avrà durata massima di 24 mesi. La durata della Naspi è calcolata sulla metà di contributi previdenziali versati nel corso dei 4 anni precedenti e quindi corrisponderà alla storia contributiva del lavoratore disoccupato che presenta domanda.

Per ricevere la Naspi è richiesto aver lavorato e versato contributi per almeno 13 mesi nei 4 anni precedenti e avere in attivo almeno 30 giornate di lavoro effettuate nel corso dell’anno.

Per il calcolo dell’importo della Naspi è preso a riferimento il reddito del lavoratore negli ultimi 4 anni di lavoro: il calcolo della Naspi corrisponde al 75% dell’imponibile medio degli ultimi 4 anni con una decurtazione del 3% a partire dal quarto mese di fruizione e per ogni mese di percezione dell’indennità di disoccupazione.

Ma il calcolo della Naspi non è così semplice, soprattutto per un lavoratore inesperto. Per capire a quanto ammonta l’importo del sussidio di disoccupazione bisognerà prima di tutto calcolare la retribuzione media settimanale percepita negli ultimi quattro anni. La cifra dovrà essere moltiplicata per il coefficiente fisso 4,33 per ottenere lo stipendio di riferimento sulla base del quale determinare il calcolo dell’importo di Naspi.

Il calcolo dellla Naspi è del 75% dell’importo di stipendio medio, qualora pari o inferiore a 1.195 euro lordi mentre, per importi superiori l’importo della Naspi sarà del 75% dei 1.195 euro più il 25% della cifra in eccesso.

Requisiti per colf e lavoratori domestici

Con circolare l’Inps è intervenuta anche a fornire chiarimenti circa i requisiti per colf e lavoratori domestici per poter accedere alla Naspi.

Non essendo possibile poter individuare le 30 giornate lavorate in un anno, i decreti attuativi del Jobs Act hanno stabilito che per ottenere la Naspi i lavoratori domestici dovranno possedere cinque settimane lavorate. Si intende una settimana interamente lavorata una settimana con un minimo di 24 ore di lavoro retribuite; perciò il numero di settimane lavorate si otterrà dividendo il numero delle ore lavorate per 24. Qualora il risultato dia un numero decimale, lo stesso verrà arrotondato per eccesso dall’Inps.

Queste novità che riguardano la Naspi, nello specifico, riguardano diverse categorie di lavoratori:
  • lavoratori domestici;
  • lavoratori a domicilio;
  • dipendenti con periodi di lavoro estero;
  • lavoratori interessati da neutralizzazione con contribuzione di interesse molto datata;
  • lavoratori agricoli.

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