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tirocini ueNon per tutti i tirocini in ambito europeo le scadenze sono serrate. Sono diverse le istituzioni che, al contrario, decidono di lasciare aperte per tutto l'anno le candidature, per poi chiamare stagisti al bisogno. Un caso è quello della Corte dei Conti Ue, organo di controllo delle finanze europee con sede a Lussemburgo. Qui si può fare domanda sempre, anche se – si specifica sul sito - «per motivi di budget il numero di tirocini è molto ridotto». Poche decine si intende, visto che anche l'organico non è dei più nutriti: solo 28 giudici, uno per ogni stato membro, nominati dal Consiglio europeo per sei anni.



Lavorare alla Corte dei Conti

Ad essere particolarmente sostanzioso è il rimborso spese, di circa 1.200 euro lordi mensili, un compenso che per molti giovani italiani è di questi tempi un miraggio. Al solito la tassazione sarà poi applicata secondo la normativa del Paese di origine dello stagista. Ma attenzione: se si vuole ricevere l'emolumento sul modulo per fare domanda va barrata la casella 'tirocinio rimborsato', visto che alcuni traineeship non prevedono borsa. 

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Tra i requisiti richiesti ai ragazzi, si legge sull'homepage dedicata ai tirocini:
  • la nazionalità di uno degli Stati membri dell'Ue;
  • la conoscenza di almeno un paio di lingue ufficiali della Ue, di cui una in modo approfondito;
  • un diploma universitario o almeno quattro semestri di studio universitario in un settore di interesse per la Corte (quindi giurisprudenza, economia e scienze politiche);
  • deve trattarsi di una prima esperienza alla Corte.

Per candidarsi va compilata la domanda – una sintesi del proprio curriculum – in inglese o francese, e poi caricata sul sito. Seguirà una mail di conferma. Solo in caso di accettazione sarà richiesto l'invio di ulteriori allegati. Per chi parte la durata massima dello stage è di 5 mesi non rinnovabili. Per quanto riguarda i criteri di selezione, per gli organizzatori vale la regola del bilanciamento geografico, ovvero dare lo stesso spazio agli stagisti di tutti i Paesi membri. 


Lavorare all'Echa

Una seconda chance per chi è in cerca di tirocini in Europa è all'Echa, autorità di regolamentazione della UE che «assiste le società affinché si conformino alla legislazione, e che promuove l'uso sicuro delle sostanze chimiche, fornisce informazioni e si occupa delle sostanze preoccupanti» fanno sapere sul sito.

In questo caso ci si sposta a Helsinki in Finlandia, e per fare domanda non ci sono limiti di tempo. La durata degli stage varia dai 3 ai 6 mesi, non prorogabili, mentre le borse sono ancora più cospicue di quelle della Corte: 1.300 euro lordi mensili, maggiorati del 50% per i disabili, più il rimborso delle spese di viaggio di andata e ritorno (se la distanza supera i 150 chilometri). Su questo aspetto il regolamento chiarisce però che in caso «i tirocinanti continuino a percepire una retribuzione dal proprio datore di lavoro o qualsiasi altra borsa o indennità avranno diritto alla borsa solo se l'importo percepito è inferiore a quello indicato qui sopra». In tale circostanza il rimborso si riduce alla differenza tra i due redditi. Per chi lavora inoltre esiste l'obbligo di «fornire una dichiarazione firmata dal datore di lavoro in cui figurino la retribuzione, le spese e le indennità». Gli stagisti non beneficiano tuttavia di assicurazione sanitaria, e dovranno stipularne una prima dell'inizio.

Le posizioni aperte ogni anno sono poche, mai più di 20, e i requisiti abbastanza stringenti: oltre alla nazionalità Ue o appartenente allo Spazio economico europeo (con un margine riservato ai cittadini di Paesi terzi) e al fatto di essere alla prima volta nell'agenzia (non è consentito aver prestato servizio come collaboratori esterni), bisogna essere neolaureati in «settori attinenti alla legislazione vigente per le sostanze chimiche o in altri campi pertinenti all'ambito amministrativo delle istituzioni dell'Ue» è scritto sul sito, quindi chimica, tossicologia, biologia, scienze e tecnologie ambientali, oppure settori amministrativi come diritto, comunicazioni, finanza, risorse umane e tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni. Possono presentarsi anche dipendenti pubblici o privati che lavorino negli stessi ambiti. Infine occorre saper comunicare in inglese, avere una conoscenza approfondita di una delle lingue ufficiali dell'Unione e una conoscenza soddisfacente di un'altra lingua ufficiale.

Le opportunità aperte per settembre sono qui reperibili, con deadline alla metà di giugno (pur non escludendosi candidature spontanee). Inviata la domanda, si può essere contattati per un colloquio via telefono o di persona. Agli ammessi arriverà una lettera con il contratto di tirocinio e le informazioni sulla partenza. 


Lavorare al Comitato delle regioni Ue

Infine, gli stage al Comitato delle regioni Ue, l'assemblea delle rappresentanze territoriali della Ue. Cosa farà un tirocinante in questo organo di Bruxelles? A seconda del settore per cui si opta si tratterà di mansioni di stampo più «amministrativo o politico», dicono sul sito. Due le sessioni annuali, una primaverile (dal 16 febbraio al 15 luglio), una autunnale (dal 16 settembre al 15 febbraio), entrambe di 5 mesi

Anche per il CoR le posizioni sono limitate, ma il compenso mensile piuttosto generoso: si percepisce il 25% di un funzionario di livello AD 5, dunque circa 900 euro lordi mensili, aumentati di 100 euro per chi è sposato o ha figli, più maggiorazioni per disabili e rimborso delle spese di viaggio. I requisiti si ripetono: nazionalità europea, diploma universitario e buona conoscenza di una lingua ufficiale, più quella soddisfacente di inglese o francese. È escluso chi abbia avuto esperienze di collaborazioni retribuite con entità europee per più di due mesi.

L'application, in inglese, francese o tedesco, si spedisce online. Le selezioni, sulla «base del merito e di criteri geografici» terminano circa tre mesi prima della partenza.



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