assegno ricollocamento voucher disoccupati La data di partenza, se non ci saranno intoppi, è fissata al 1° settembre 2018. Da quel giorno dovrebbe entrare finalmente in vigore, dopo una lunga e difficoltosa fase di rodaggio, l’assegno di ricollocazione, un voucher con cui lo Stato, attraverso i Centri per l’Impiego, finanzierà i programmi di reinserimento professionale dei disoccupati.

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Si tratta di una novità introdotta con il Jobs Act. Ecco, di seguito, come funziona questo nuovo strumento.

Cos’è l’assegno di ricollocazione

E’ un contributo in denaro che lo Stato stanzia a favore dei disoccupati, per finanziare programmi di formazione professionale che li aiutano a trovare un nuovo impiego e a reinserirsi nel mondo produttivo.


Chi ne ha diritto 

Il nuovo assegno di ricollocazione va a beneficio di ex-lavoratori dipendenti disoccupati da più di 4 mesi, che beneficiano del sussidio Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’impiego). 

Come si chiede 

La richiesta dell’assegno è volontaria e il lavoratore può farla sul portale internet Anpal.gov.it o presso un Centro per l’Impiego,scegliendo liberamente l’agenzia o l’ente di formazione.

Il programma formativo 

Il titolare dell’assegno di ricollocazione inizia un programma formativo durante il quale deve attivarsi e collaborare alla ricerca del lavoro. 

Quanto dura 

Il programma legato all’assegno di ricollocazione dura 6 mesi, prorogabili di un altro semestre. 

Il profilo di occupabilità

A ogni partecipante al programma viene assegnato un profilo di occupabilità, cioè una sorta di rating che misura le probabilità che ha di trovare un nuovo impiego. I lavoratori con un alto grado di istruzione e molte competenze hanno ovviamente un profilo di occupabilità migliore.

Chi incassa i soldi 

Il contributo di ricollocazione viene incassato dall’agenzia o dall’ente di formazione che ha seguito il disoccupato, ma solo se quest’ultimo è riuscito a trovare un lavoro. I soggetti abilitati a questo tipo di servizi sono: i Centri per l’Impiego, gli enti o le agenzie per il lavoro accreditate, la Fondazione Consulenti del Lavoro. 

L’ammontare dell’assegno 

Il contributo dato all’ente o all’agenzia di formazione varia tra 250 e 5mila euro a seconda del profilo di occupabilità del lavoratore preso in carico e dalla tipologia di contratto di lavoro che è riuscito a ottenere. 

Lo sbocco professionale

Per ottenere il contributo in denaro, l’ente o l’agenzia di formazione deve riuscire a trovare per il disoccupato un contratto di assunzione a tempo indeterminato, un contratto a termine di almeno 6 mesi (da 3 a 6 mesi nelle regioni Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) oppure un contratto part time al 50%. 

Il tutor

Il lavoratore che inizia il percorso di ricollocamento viene affidato a un tutor dell'agenzia che svolge anche delle funzioni di controllo: verifica cioè se il licenziato segue regolarmente i corsi di formazione e se è disposto davvero ad accettare le offerte di impiego. 

Pochi soldi

Le risorse stanziate per l’assegno di ricollocazione sono ridotte e ammontano a poco più di 200 milioni di euro. Considerando che l’importo medio dell’assegno è di 3mila euro, i soldi a disposizione basteranno per finanziare i programmi di reinserimento di non più di 60mila-70mila disoccupati. 


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