Molti considerano il pubblico impiego come la strada principale per ottenere un lavoro stabile e sicuro. Non tutti sanno però che è possibile accedere a un impiego “a tempo indeterminato” anche senza affrontare un concorso pubblico, grazie alle società partecipate dallo Stato. Queste realtà operano in settori strategici – energia, telecomunicazioni, trasporti, infrastrutture, servizi digitali – e beneficiano della presenza pubblica nel capitale sociale.
Tuttavia, le modalità di assunzione variano in base alla percentuale di partecipazione statale.
- Partecipazione totale (100%): la normativa obbliga queste società a reclutare personale tramite concorsi pubblici o procedure comparabili a quelle delle amministrazioni statali, come stabilito dal d.lgs. 165/2001 e dal d.l. 112/2008.
- Partecipazione parziale: se lo Stato non detiene l’intero capitale, le aziende hanno maggiore autonomia e possono procedere con assunzioni basate su curriculum, titoli e colloqui, secondo logiche simili a quelle del settore privato.
Aziende partecipate al 100% (assunzioni solo con concorso pubblico)
Tra le società interamente controllate dallo Stato, che assumono esclusivamente tramite bando, rientrano:
- Ferrovie dello Stato Italiane
- Invitalia
- Sace
- ANPAL Servizi
- Consap
- Consip
-
GSE (Gestore dei servizi energetici)
- Invimit SGR
- Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
- PagoPA
- RAM (Rete Autostrade Mediterranee)
- Sogei (Società Generale di Informatica)
- Sogesid
- AMCO (Asset Management Company)
- EUtalia Studiare Sviluppo
- Giubileo 2025
Aziende partecipate parzialmente (possibili assunzioni senza concorso)
Esempi di società a partecipazione parziale, che spesso seguono modalità di selezione privatistiche, sono:
- Rai (99,56%) – in gran parte seleziona tramite bandi pubblici, ma non sempre con concorsi in senso stretto
- Enel (23,59%)
- Enav (53,28%)
- Leonardo (30,2%)
- STMicroelectronics Holding NV (50%)
- Arexpo (39,28%)
- Sose (88,8%)
- Mefop (57,7%)
- Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 (35%)
Un ruolo particolare spetta alla Cassa Depositi e Prestiti (CDP), partecipata per l’82,77% dallo Stato, che controlla quote significative in grandi gruppi industriali italiani, come:
- Poste Italiane (29,26% direttamente + 35% CDP)
- Eni (4,2% direttamente + 25,76% CDP)
- Telecom Italia (9,88%)
- Saipem (12,6%)
- Terna (29,9%)
- Snam (31,4%)
- Italgas (26%)
- Fincantieri (71,3%)
- Ansaldo Energia (87,6%)
- Nexi (13,6%)