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Reddito di Inclusione 2020In risposta all’emergenza creata dalla diffusione del contagio da Coronavirus, fino al 1° giugno sono sospesi parte degli obblighi per i beneficiari del Reddito di Inclusione. Il Reddito di Inclusione è una misura di sostegno per i poveri, a favore di cittadini e famiglie che versano in condizioni di disagio economico. Non è più attiva, in quanto è stata sostituita dal Reddito di cittadinanza, e non si può fare domanda per beneficiare dell’agevolazione.

 




Vi ricordiamo che l’importo massimo del Reddito di Inclusione 2020 è’ stato incrementato. Dunque coloro che beneficiano del ReI per quest’anno percepiranno un contributo economico fino a oltre 6.500 euro. Lo ha reso noto l’Inps con il Messaggio n. 161 del 17 gennaio 2020. In questa breve guida vi spieghiamo cos’è il ReI, qual è l’importo del Reddito di Inclusione 2020 e tutte le novità.

Novita’ 2020

In considerazione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, infatti, è stata stabilita la sospensione, a decorrere dal 23 febbraio 2020 e sino al 1° giugno 2020, salvo eventuali proroghe, di alcune comunicazioni obbligatorie necessarie per non decadere dal beneficio del Reddito di Inclusione e, quindi, per non perdere il ReI. Lo ha comunicato l’Inps attraverso il Messaggio n. 1608 del 14 aprile 2020.

Ecco, nello specifico, gli adempimenti sospesi:
  • obbligo di comunicare entro 30 giorni dall’avvio di ogni attività lavorativa il reddito annuo previsto derivante dalla stessa;
  • obblighi di presentazione di una nuova DSU in caso di variazione del nucleo familiare, eccetto che in caso di decessi o nascite.

Si precisa che se l’avvio dell’attività lavorativa e/o la variazione del nucleo sono intervenuti prima del 23 febbraio, i termini utili per le comunicazioni sono sospesi e riprendono a decorrere al termine del periodo di sospensione.

Cos’e’ il reddito di inclusione?

Il ReI – Reddito di Inclusione è la misura unica nazionale di contrasto alla povertà istituita dal decreto legislativo n. 147 del 15 settembre 2017, ovvero la prima legge sulla povertà promulgata in Italia.

In cosa consiste il Reddito di Inclusione? Si tratta di una misura finalizzata al raggiungimento dell’autonomia da parte dei soggetti beneficiari, pertanto non assistenzialistica. Prevede l’erogazione, a favore di soggetti che rientrano in determinate condizioni economiche e del nucleo familiare, di benefici economici mensili, attraverso una carta di pagamento elettronica, e l’elaborazione di progetti personalizzati di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa, per superare la situazione di disagio economico.

Questo strumento, entrato in vigore a partire dal giorno successivo a quello della pubblicazione del d.lgs. 147 / 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 240 del 13 ottobre 2017 (dal 14 ottobre), ha sostituito la misura del Sostegno per l’inclusione attiva (SIA) e l’Assegno di disoccupazione (ASDI).





Il decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4 ha introdotto, poi, un nuovo strumento di contrasto della povertà, il Reddito di cittadinanza (RdC). Quest’ultimo intende consentire alle persone che versano in particolari condizioni di disagio economico di ottenere un contributo economico e di accedere ad opportunità di formazione e lavoro. Il Reddito di cittadinanza ha soppiantato, di fatto, la misura del ReI. Il comma 2 dell’art. 13 del provvedimento, infatti, ha stabilito che il Reddito di inclusione non può più essere richiesto e non è più riconosciuto o rinnovato.

Fanno eccezione coloro ai quali è stato già riconosciuto il ReI. Per costoro, infatti, il beneficio continua ad essere erogato per la durata prevista. Chi lo desidera ha la possibilità di presentare richiesta di RdC. In questo caso il Reddito di inclusione decade, in quanto le due misure sono incompatibili.

Nuovo importo reddito inclusione 2020

L’Inps, in quanto ente gestore della misura, ha comunicato che è stato rivalutato l’importo massimo del beneficio per quest’anno. Il 15 novembre 2019, infatti, è stato emanato un decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali recante il ‘Valore della variazione della percentuale, salvo conguaglio, per il calcolo dell’aumento di perequazione delle pensioni spettante per l’anno 2019 con decorrenza dal 1° gennaio 2020, nonché il valore definitivo della variazione percentuale da considerarsi per l’anno 2018 con decorrenza dal 1° gennaio 2019’.

Il provvedimento interministeriale, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.278 del 27-11-2019, ha determinato una rivalutazione degli importi dei trattamenti previdenziali e assistenziali che ha avuto effetto anche sul ReI. In particolare ha innalzato l’importo dell’assegno sociale, il cui valore, maggiorato del 10%, costituisce il tetto massimo di erogazione del Reddito di Inclusione, a 5.977,79 euro l’anno. In virtù di ciò l‘importo massimo del beneficio ReI 2020 è salito a 6.575,56 euro (5.977,79 euro+10%).


Nuova dsu 2020

Attraverso il Messaggio n. 161 del 17 gennaio 2020 l’Inps ha reso noto, inoltre, che il decreto legge 30 aprile 2019, n. 34 (c.d. decreto crescita), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, ha stabilito che, a partire dal 1° gennaio 2020, la validità della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) coincide con l’anno solare, pertanto va dalla data di presentazione fino al successivo 31 dicembre. Dunque i beneficiari del Reddito di Inclusione devono presentare una nuova DSU per continuare a beneficiare della misura.

Chi beneficia del rei?

Hanno accesso al Reddito di Inclusione i nuclei familiari che soddisfano determinate condizioni di residenza, anagrafiche, di composizione e economiche, ossia relative all’ISEE e all’ISRE. I beneficiari, infatti, devono possedere i seguenti requisiti:

  • cittadinanza dell’Unione europea o essere familiari di un cittadino dell’UE titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadini di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • residenza continuativa in Italia da almeno 2 anni;
  • attestazione ISEE in corso di validità non superiore a 6mila euro;
  • valore ISRE non superiore a 3mila euro;
  • patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, di valore non superiore a 20mila euro;
  • patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti) di valore non superiore a 10mila euro. Per le coppie il limite è abbassato a 8mila euro e per le persone sole a 6mila euro.

Inoltre, ciascun membro del nucleo familiare deve possedere le seguenti caratteristiche:


  • non percepire prestazioni di assicurazione sociale per l’impiego (NASpI) o altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito per la disoccupazione involontaria;
  • non possedere autoveicoli e / o motoveicoli immatricolati la prima volta nei 24 mesi precedenti la richiesta di ReI, ad eccezione di quelli per i quali è prevista una agevolazione fiscale in favore dei disabili;
  • non essere in possesso di navi e imbarcazioni da diporto.

Quali sono i benefici previsti?

Il Reddito di Inclusione si compone delle seguenti parti:

  • beneficio economico, di importo variabile in base al numero dei componenti il nucleo familiare e alla situazione economica dello stesso, fino ad un massimo di 6.575,56 euro annui. Lo stesso è concesso dall’Inps e corrisposto, mensilmente, attraverso la Carta ReI. Si tratta di carta di pagamento elettronica sulla quale viene versato il contributo;
  • progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa, predisposto dai servizi sociali del Comune di riferimento, rivolto all’intero nucleo familiare, che deve assumere specifici impegni e svolgere determinate attività, individuati da operatori sociali opportunamente identificati dai servizi competenti, sulla base di una valutazione dei problemi e dei bisogni dei beneficiari.

Il valore del contributo economico massimo mensile è ridotto dell’importo mensile derivato da eventuali trattamenti assistenziali percepiti dalla famiglia nel periodo di fruizione del Reddito di Inclusione, eccetto che per quelli non sottoposti alla prova dei mezzi, quale l’indennità di accompagnamento. Viene ulteriormente ridotto se i componenti del nucleo familiare percepiscono dei redditi, per un importo pari al valore dell’ISR adottato ai fini ISEE.


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