L'Assegno Unico stranieri 2026 spetta anche a numerose famiglie di cittadini UE ed extra UE con figli a carico. La quota base può arrivare fino a 203 euro al mese per ogni figlio minorenne, oltre alle eventuali maggiorazioni. Nel 2026 sono cambiate anche alcune regole per i figli residenti in altri Paesi UE.
L'importo non cambia in base alla nazionalità del genitore. Infatti, il valore dipende soprattutto dall'ISEE, dall'età e dal numero dei figli e dalla presenza di eventuali condizioni che danno diritto alle maggiorazioni.
Di seguito trovi tutte le informazioni sull'Assegno Unico stranieri 2026, con beneficiari, permessi di soggiorno, requisiti di residenza, importi, ISEE, figli residenti all'estero e modalità per presentare la domanda.
Contenuto dell'articolo:
- Assegno Unico stranieri 2026: chi può averlo
- Assegno Unico stranieri 2026: cittadini UE
- Cittadini extra UE e permessi ammessi
- Permesso per attesa occupazione
- Assegno Unico stranieri 2026: residenza e lavoro
- Figli residenti all'estero: cosa cambia
- Assegno Unico stranieri 2026: importi
- ISEE e importo dell'Assegno Unico
- Figli maggiorenni fino a 21 anni
- Assegno Unico stranieri 2026: domanda
- Altri aiuti per le famiglie
Assegno Unico stranieri 2026: chi può averlo
La nazionalità, quindi, non determina l'importo. Tuttavia, per i cittadini stranieri diventano particolarmente importanti i requisiti relativi al soggiorno, alla residenza e al lavoro.
Assegno Unico stranieri 2026: cittadini UE
I cittadini di uno Stato membro dell'Unione Europea possono accedere all'Assegno Unico quando rispettano le condizioni previste per la prestazione.
Inoltre, possono rientrare tra i beneficiari i familiari di cittadini UE che possiedono il diritto di soggiorno o il diritto di soggiorno permanente.
Nel 2026 è stata introdotta anche una novità per i lavoratori cittadini di altri Paesi UE non residenti in Italia. In questo caso, l'Assegno viene riconosciuto in proporzione alla durata effettiva dell'attività lavorativa svolta nel nostro Paese.
Di conseguenza, per chi lavora in Italia senza risiedervi, il beneficio segue il periodo di lavoro effettivamente svolto e la domanda deve essere rinnovata secondo le indicazioni dell'INPS.
Cittadini extra UE e permessi ammessi
Anche i cittadini di Paesi non appartenenti all'Unione Europea possono ricevere l'Assegno Unico, purché possiedano uno dei titoli di soggiorno ammessi.
Tra le principali categorie rientrano:
- titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
- titolari di permesso unico di lavoro che autorizza un'attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi;
- titolari di permesso di soggiorno per motivi di ricerca che autorizza la permanenza in Italia per un periodo superiore a sei mesi;
- titolari di permesso di soggiorno per attesa occupazione nelle condizioni riconosciute dall'INPS.
Inoltre, nelle condizioni previste dalla normativa possono rientrare rifugiati e titolari di protezione internazionale, lavoratori altamente qualificati, lavoratori autonomi e alcune categorie di familiari.
Per questo motivo, quando il permesso posseduto non rientra tra quelli più comuni, conviene verificare la propria situazione direttamente con l'INPS o un patronato.
Permesso per attesa occupazione
Una novità importante riguarda proprio i cittadini extra UE titolari di permesso per attesa occupazione.
L'INPS ha infatti rivisto le proprie istruzioni dopo alcune decisioni giudiziarie che avevano contestato l'esclusione di questi cittadini dalle prestazioni familiari.
Di conseguenza, le nuove domande possono essere accolte quando risultano soddisfatti tutti gli altri requisiti previsti per l'Assegno Unico.
Tuttavia, l'Istituto precisa che gli importi vengono riconosciuti con riserva di ripetizione. In pratica, l'erogazione resta collegata agli sviluppi della giurisprudenza e della normativa.
Assegno Unico stranieri 2026: residenza e lavoro
Come regola generale, il richiedente deve rispettare le condizioni previste dall'INPS in materia di residenza, domicilio e attività lavorativa.
In particolare, il richiedente deve essere o essere stato residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, oppure possedere un contratto di lavoro a tempo indeterminato o un contratto a termine di durata almeno semestrale.
Inoltre, deve risultare soggetto al pagamento dell'imposta sul reddito in Italia.
Dal 2026, invece, una disciplina specifica riguarda i lavoratori cittadini di altri Stati UE non residenti in Italia. Per loro, infatti, l'Assegno viene calcolato in proporzione alla durata effettiva del lavoro svolto in Italia.
Figli residenti all'estero: cosa cambia
Una delle principali novità del 2026 riguarda i figli residenti fuori dall'Italia.
In particolare, possono essere considerati beneficiari dell'Assegno anche i figli residenti in un altro Stato membro dell'Unione Europea, purché risultino fiscalmente a carico secondo la normativa italiana.
Questa modifica amplia quindi la platea delle famiglie interessate, soprattutto per i lavoratori che hanno parte del nucleo familiare in un altro Paese UE.
La novità, però, non modifica automaticamente la composizione del nucleo familiare utilizzata per l'ISEE e non deve essere interpretata come un'estensione indistinta a tutti i figli residenti in Paesi extra UE.
Assegno Unico stranieri 2026: importi
Gli importi dell'Assegno Unico stranieri 2026 sono gli stessi previsti per gli altri beneficiari. Le somme cambiano principalmente in base all'ISEE e alla composizione della famiglia.
Nel 2026, per ogni figlio minorenne, la quota base varia da un massimo di 203 euro al mese per i nuclei con ISEE fino a 17.468 euro a un minimo di 58 euro al mese.
L'importo minimo viene riconosciuto anche in assenza di ISEE oppure quando l'indicatore è pari o superiore a 46.582 euro.
Inoltre, alle quote base possono aggiungersi diverse maggiorazioni. Pertanto, in presenza di specifiche condizioni familiari, la somma effettivamente ricevuta può essere superiore.
Maggiorazioni dell'Assegno Unico
Tra le condizioni che possono aumentare l'importo figurano:
- Figli successivi al secondo.
- Madri con meno di 21 anni.
- Genitori entrambi titolari di reddito da lavoro.
- Nuclei con quattro o più figli.
- Figli con disabilità.
- Figli con meno di un anno.
- Figli tra uno e tre anni nei nuclei numerosi che rispettano i limiti ISEE previsti.
Di conseguenza, i 203 euro mensili rappresentano la quota base massima per un figlio minorenne e non necessariamente l'importo massimo complessivo ottenibile dalla famiglia.
ISEE e importo dell'Assegno Unico
L'ISEE non è obbligatorio per ricevere l'Assegno Unico, ma incide direttamente sull'importo mensile.
Senza una DSU aggiornata, infatti, l'INPS riconosce normalmente la quota minima. Lo stesso accade quando il valore dell'indicatore supera la soglia massima prevista.
Per ricevere una somma calcolata sulla propria situazione economica è quindi necessario disporre di un ISEE valido.
Inoltre, chi aveva già una domanda accolta negli anni precedenti non deve normalmente presentare una nuova richiesta. Tuttavia, resta necessario aggiornare l'ISEE per evitare l'erogazione dell'importo minimo.
Figli maggiorenni fino a 21 anni
L'Assegno Unico può continuare anche dopo il compimento dei 18 anni e fino ai 21 anni, purché il figlio soddisfi almeno una delle condizioni previste.
In particolare, il figlio maggiorenne deve:
- Frequentare un corso di formazione scolastica o professionale oppure un corso di laurea.
- Svolgere un tirocinio o un'attività lavorativa con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui.
- Essere registrato come disoccupato e in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l'impiego.
- Svolgere il Servizio Civile Universale.
Per i figli con disabilità, invece, il beneficio può proseguire senza alcun limite di età.
Assegno Unico stranieri 2026: domanda
La domanda per l'Assegno Unico può essere presentata direttamente attraverso il servizio online dell'INPS, utilizzando le credenziali previste per accedere ai servizi digitali.
In alternativa, è possibile rivolgersi a un patronato oppure utilizzare il Contact Center dell'Istituto.
Chi possiede già una domanda in stato accolto non deve normalmente inoltrarne una nuova. Infatti, il pagamento prosegue automaticamente finché la pratica non risulta decaduta, revocata, rinunciata o respinta.
Per le nuove domande, invece, la decorrenza e l'eventuale riconoscimento degli arretrati dipendono dal momento in cui viene presentata la richiesta e dalla presenza di un ISEE aggiornato.
Prima dell'invio, i cittadini stranieri dovrebbero verificare con particolare attenzione il titolo di soggiorno, la propria situazione lavorativa o di residenza e i dati relativi ai figli indicati nella domanda.
Link utili:
Altri aiuti per le famiglie
Per conoscere altri sostegni disponibili puoi consultare la sezione dedicata agli aiuti economici e sociali, dove trovi bonus, contributi e agevolazioni rivolti a famiglie, lavoratori e persone con redditi bassi.